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Dalla crisi alla ripresa: i fattori di debolezza delle imprese italiane. Analisi delle scelte mancate.
di Alessandra Tami

In questo periodo il numero di imprese che accedono ai nuovi istituti previsti dalla legge fallimentare rinnovata ha mostrato un incremento sensibile. Le cause sono molteplici e l'analisi delle situazioni di crisi evidenzia come molti segnali potevano erano già presenti in periodi precedenti, segnali che letteratura e prassi hanno spesso sottolineato come fattori segnaletici di situazioni di crisi. La situazione di debolezza di alcune impresa, che poteva essere superato se la congiuntura avesse proseguito nel trend positivo del primo periodo del 2007, purtroppo è stata aggravata dallo scoppio delle crisi finanziaria del 2008.

Tale crisi può essere definita come crisi da shock esterno non prevedibile: la caduta della domanda, proveniente dagli Usa, ha messo in difficoltà molte imprese orientate all'esportazione e con esse l'indotto delle PMI subfornitrici, che caratterizzano la struttura industriale italiana e le realtà dei distretti. La dimensione spesso limitata delle imprese italiane in questa situazione, più che fattore di elasticità, ha rappresentato un fattore ulteriore di debolezza, per il venir meno di un adeguato potere contrattuale che, in periodo congiunturali positivi, consentiva l'approvvigionamento di risorse finanziarie e di risorse materiali a condizioni compatibili con l'economicità gestionale.

Un ulteriore fattore che si è riflesso sulla difficoltà di molte PMI a gestire la crisi è la mancanza di adeguati sistemi di controllo, la scarsa managerialità di molte realtà, l'incapacità spesso di vedere lo stesso bilancio come uno degli strumenti del controllo di gestione. Soprattutto in realtà minori il bilancio è visto come «costoso» adempimento, solo allegato alla dichiarazione dei redditi, e le politiche di minimizzazione del carico fiscale fanno premio sulla valutazione di quelli che sono i segnali che emergono dalla lettura del documento.

Costruire, a partire dal bilancio, un tableau de bord, che individui attraverso l'indagine per indici, con indicatori economici, finanziari e patrimoniali e soprattutto attraverso l'indagine per flussi e la redazione del rendiconto finanziario quelli che sono le aree di debolezza, potrebbero consentire di individuare per tempo eventuali criticità, criticità che la crisi ha fatto scoppiare, mettendo in pericolo la stessa continuità aziendale.

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