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Redditi d'impresa
Deducibili i costi relativi a fatture soggettivamente inesistenti se certi, determinabili e inerenti
di Francesco Tundo - Professore associato di diritto tributario presso la Facoltà di Economia dell'Università di Bologna, Studio - Tundo - Associazione Professionale - Milano
La Corte di cassazione, con la sentenza n. 19786 del 2011, dopo avere condivisibilmente ammesso in via di principio la deducibilità dal reddito d'impresa dei costi relativi a fatture per operazioni soggettivamente inesistenti, purché certi, determinabili e inerenti, opera un'anomala commistione tra il piano oggettivo dei costi e quello del soggetto con il quale le operazioni sono intrattenute, affermando che la deducibilità è comunque subordinata alla dimostrazione da parte del contribuente di avere posto in essere le transazioni contestate con soggetti diversi da quelli asseritamente fittizi. Tale impostazione non può essere condivisa, soprattutto se agganciata alle disposizioni in materia di imputazione a periodo. Al ricorrere di condizioni oggettive in virtù delle quali è possibile ritenere effettivamente sostenuta una voce di spesa dotata dei requisiti della concreta realizzazione dell'operazione, della regolare contabilizzazione e dell'effettivo esborso di denaro, i profili soggettivi non possono in alcun modo influire sul riconoscimento fiscale di tale voce.