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ISTITUZIONE DI EREDE CONDIZIONATA AL CONSEGUIMENTO DELLA LAUREA IN MEDICINA - IL COMMENTO
di Marco Porcari
I TERMINI DEL PROBLEMA
La sentenza che si annota ha per oggetto la valutazione di liceità di una condizione testamentaria il cui evento è «il conseguimento della laurea in medicina e l'esercizio della professione medica da parte dell'erede istituita».
La soluzione adottata dalla Corte offre lo spunto per alcune osservazioni e considerazioni in ordine alla peculiare valenza che assume la disposizione testamentaria condizionata ed ai canoni ermeneutici che devono essere utilizzati per interpretare la stessa.
Come è noto, tra le condizioni apposte alle istituzioni di erede o ai legati, sulle quali si discute in ordine alla liceità o all'illiceità, rientrano quelle che incidono sulle scelte di carattere professionale del beneficiario del lascito.
La pronunzia in esame conferma e ribadisce il principio secondo cui nell'ermeneutica testamentaria non è ammissibile una valutazione in astratto dell'illiceità di una siffatta clausola, ma occorre effettuare un esame in concreto, nel pieno rispetto della volontà testamentaria.
Proprio per perseguire a pieno il suddetto fine i giudici del Supremo Collegio nell'effettuare la valutazione di cui sopra non hanno considerato il fatto che la beneficiaria avesse fatto riserva mentale di non svolgere la professione medica, ma hanno basato la loro decisione sull'apparenza determinata...