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Riforma della pubblica amministrazione
La pubblica amministrazione: una riforma mancata
di Guido Melis
Di riforma amministrativa si parla praticamente da sempre. Ma gli apparati amministrativi in questi 150 anni non sono rimasti immobili. Nel primo quindicennio del XX secolo il personale è cresciuto di tre volte e si è "meridionalizzato", sulla scorta del patto non scritto "poco stipendio per poco lavoro". Ciò ha ostacolato i successivi progetti di riforma: da quelli del fascismo a quelli del dopoguerra, sino al tentativo di Giannini e poi ai successivi di Cassese e Bassanini. Oggi l'amministrazione è in mezzo al guado. Regionalizzazione incompiuta, pluralismo senza ordine, privatizzazione ambigua, europeizzazione incompiuta ne rappresentano alcuni degli aspetti. La legislatura in corso è stata sinora sprecata. In essa emergono vecchie e nuove patologie: abuso delle gestioni commissariali, centralismo, blocco dei concorsi, assenza di una politica coerente della formazione, persistenza di una dirigenza troppo ampia e vittima dello spoils system, poca innovazione, ripresa della corruzione amministrativa. Il "contagio europeo" tuttavia può indurre a una svolta.