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Salute dei lavoratori
La valutazione del rischio da stress lavoro-correlato tra fonti europee ed eterogenee fonti nazionali
di Valentina Pasquarella - Professore aggregato di Diritto del lavoro nell'Università di Foggia
L'art. 28, comma 1, d.lgs. n. 81/2008 ha ribadito il principio secondo cui la valutazione dei rischi da lavoro deve comprendere "tutti i rischi" per la salute e la sicurezza dei lavoratori; quindi, non solo i fattori di rischio "tradizionali", ma anche rischi di tipo "immateriale", tra i quali il rischio da stress lavoro-correlato, definito dall'Accordo europeo dell'8 ottobre 2004, recepito in Italia dall'Accordo Interconfederale del 9 giugno 2008. Dopo ripetute proroghe del termine di entrata in vigore del relativo obbligo, con il decreto "correttivo" del 2009, si è previsto che la valutazione di questa tipologia di rischio avvenga tenendo conto delle indicazioni metodologiche fornite dalla Commissione consultiva per la salute e sicurezza sul lavoro (art. 28, comma 1 bis, d.lgs. n. 81/2008). Tali istruzioni, diffuse con lettera circolare del Ministero del Lavoro del 18 novembre 2010, individuano un percorso metodologico per consentire una prima ricognizione degli indicatori e dei fattori di rischio da stress lavoro-correlato. Il 19 maggio 2011 è stato pubblicato dall'Inail il Manuale "Valutazione e gestione del rischio da stress lavoro-correlato", per definire in modo compiuto il percorso sistematico di valutazione e gestione del rischio da Slc.