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Mezzi di prova
L'interpretazione del "linguaggio criptico" nelle intercettazioni telefoniche
di Paolo Scippa
Scopo delle riflessioni che seguiranno è di offrire una panoramica su un'importante questione interpretativa, ovvero sulle tecniche d'interpretazione del linguaggio criptico, e sull'uso di istituti giuridici storicamente consolidati da parte del Pubblico Ministero della P.G. e, specialmente, del G.I.P. chiamato, il più delle volte, a valutare la possibilità dell'emissione di una misura cautelare essenzialmente fondata sull'attività di intercettazione telefonica.
Ulteriore problematica è rappresentata dal risultato indiziario che, attraverso l'interpretazione del linguaggio, può ragionevolmente fondare un provvedimento restrittivo o, addirittura la sentenza.
Nel tentativo di non rendere intellegibile la comunicazione, sempre più spesso possiamo leggere trascrizioni di intercettazioni di soggetti indagati, infarcite di termini parzialmente o totalmente avulsi da un contesto marcatamente "criminale".
Di qui la nascita di un bisogno, prima di natura investigativa, poi, soprattutto, di natura probatoria ovvero di procedere ad un'interpretazione logica, coerente e rilevante sul thema probandum di ciò che è ormai comunemente conosciuto come "linguaggio criptico".
Si cercherà, infine, di fornire utili spunti investigativi e suggerimenti pratici, in quanto positivamente sperimentati in diversi procedimenti, al fine di "sfruttare" al meglio le operazioni di intercettazioni telefoniche attivate e di conseguire il più ampio risultato dal punto di vista probatorio. Il tutto passando attraverso la disamina delle scarse pronunce di legittimità, le quali, comunque, forniscono alcuni rilevanti spunti in ordine all'attività di "decrittazione" che l'interprete è tenuto a svolgere, a fini probatori.